Oggi, uno degli autori a cui sono più legata anche emotivamente, Andrea Camilleri, compie 89 anni! Come non ricordare l'evento? E come non ripercorrere mentalmente le tappe che hanno portato alla nostra conoscenza? Era il lontano 2002 ed ero una studentessa universitaria che stava per completare il suo percorso..."Il re di Girgenti" fu il collante del nostro incontro nel maggio del 2003...
Come non ricordare, rievocare, riportare alla luce quell'esperienza indimenticabile...
Auguri Sommo!
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sabato 6 settembre 2014
venerdì 23 maggio 2014
23 maggio: una data da ricordare...
23 maggio: una data da ricordare...
Ed oggi, per me come per una buona parte di siciliani, è giornata di lutto.
E' il riacutizzarsi di un dolore, di una sofferenza, di uno stato d'animo che ci accompagna come una seconda pelle perché ci ricorda la morte ingiusta e violenta di chi, in nome di un ideale, la Giustizia, ha donato la propria vita. Scrivo donato perché penso che sia un dono il loro esempio e tutti noi dovremmo farne tesoro per far sì che alcune cose non accadano. Non si può e non si deve accettare il sopruso, la violenza, la politica della sopraffazione di un fenomeno come la mafia. Non si può e non si deve accettare la connivenza e la regola del silenzio che quotidianamente ci circonda, come non si può e non si deve accettare passivamente la morte di coloro che attivamente hanno lottato e lottano contro ogni fenomeno perverso e criminoso che sistematicamente cerca di uccidere e ledere la nostra dignità di uomini onesti. Non posso e non voglio rimanere indifferente a quella parte di me che reclama Giustizia.
Non posso non ricordare!
Bisogna dare alla memoria il giusto peso, come bisogna dar peso a quegli eventi che hanno contrassegnato la Storia del nostro Paese.
Ed è questo peso che mi porta a dar spazio alla mia memoria e a ricordare la Strage di Capaci e le sue morti...
Morti che hanno fame, fame di Giustizia...
Tina Cancilleri
Ed oggi, per me come per una buona parte di siciliani, è giornata di lutto.
E' il riacutizzarsi di un dolore, di una sofferenza, di uno stato d'animo che ci accompagna come una seconda pelle perché ci ricorda la morte ingiusta e violenta di chi, in nome di un ideale, la Giustizia, ha donato la propria vita. Scrivo donato perché penso che sia un dono il loro esempio e tutti noi dovremmo farne tesoro per far sì che alcune cose non accadano. Non si può e non si deve accettare il sopruso, la violenza, la politica della sopraffazione di un fenomeno come la mafia. Non si può e non si deve accettare la connivenza e la regola del silenzio che quotidianamente ci circonda, come non si può e non si deve accettare passivamente la morte di coloro che attivamente hanno lottato e lottano contro ogni fenomeno perverso e criminoso che sistematicamente cerca di uccidere e ledere la nostra dignità di uomini onesti. Non posso e non voglio rimanere indifferente a quella parte di me che reclama Giustizia.
Non posso non ricordare!
Bisogna dare alla memoria il giusto peso, come bisogna dar peso a quegli eventi che hanno contrassegnato la Storia del nostro Paese.
Ed è questo peso che mi porta a dar spazio alla mia memoria e a ricordare la Strage di Capaci e le sue morti...
Morti che hanno fame, fame di Giustizia...
Tina Cancilleri
Etichette:
Criminalità organizzata,
Mafia,
Ricordo,
Strage di Capaci
Ubicazione:
Parma PR, Italia
mercoledì 18 luglio 2012
Ricordare per continuare a sperare...
Vorrei trovare le parole più belle per esprimere con forza i sentimenti e le emozioni che mi accompagnano in questi giorni...Sentimenti che non riguardano soltanto me...i miei moti interiori...le mie riflessioni ma quelle di tutti coloro che...in questi giorni...continuano a combattere i fantasmi di una tragica ricorrenza...
A tutti loro va il mio pensiero...nella speranza di riuscire a dar voce...seppur piccola e fievole...alla memoria...ai ricordi...alla voglia di voler credere ancora...
“Speranze…”
“Sii la nostra fiducia nello Stato”.
Dopo la morte di Giovanni
Falcone, furono queste parole dei suoi sostituti di Marsala ad accompagnare
Paolo Borsellino nella sua folle corsa contro il tempo.
Già! Il tempo…
Paolo Borsellino era ben
consapevole di averne poco a disposizione e bisognava correre…fare presto…non
fermarsi…
Già!
Non fermarsi…fare
presto…correre…
Non c’era spazio per le
polemiche…i dissidi…le contraddizioni…
Bisognava correre…non
fermarsi…fare presto…
Era “tempo di guerra” e…lo Stato…in
Sicilia…era contro lo Stato…
Bisognava fare presto…non
fermarsi…correre…
Era importante e lui…lui non
poteva fidarsi di nessuno…
Non poteva fermarsi…non
adesso…non ora…
Doveva correre…far presto…non
fermarsi…
Le parole di quei giovani
continuavano a rimbombare nella sua testa come un’eco! Non poteva deluderli…
Doveva andare avanti…
Doveva far presto…doveva
correre…non poteva fermarsi…non adesso…non ora…
Quelle parole…”sii la nostra fiducia nello Stato”…quelle
parole racchiudevano il pensiero di un intero popolo che aveva iniziato a
credere nello Stato…
Non poteva deluderli…non
poteva tradire le aspettative di un intero popolo…
Almeno…non adesso…non ora!!!
Adesso doveva solo correre…far
presto…non fermarsi…
Era troppo breve il tempo a
sua disposizione!
Lui lo sapeva! Sapeva di avere
i giorni contati e non poteva lasciare a metà l’opera che tanti anni prima
aveva intrapreso con Giovanni!
Non poteva fermarsi! Non
adesso…non ora!!!
Adesso doveva solo correre…far
presto…non fermarsi…
Non poteva “andarsene” prima
di aver terminato la sua missione…
Era importante!
Non poteva deludere quei
giovani…non poteva toglier loro la speranza!!!
Doveva correre…far presto…non
fermarsi…
Non voleva far ripiombare quei
giovani nella condizione di eterna orfanezza istituzionale in cui avevano
sempre vissuto…
Non poteva toglier loro la
speranza…la fiducia…la fede nello Stato!
Doveva far presto…correre…
Non poteva fermarsi! Non
adesso…non ora!!!
Dopo la morte di Giovanni,
quei giovani si sentivano defraudati della speranza di una possibile rinascita
e lui…lui non poteva deluderli!
Doveva correre…far presto…non
fermarsi…
Non adesso…non ora!!!
Era importante!
Doveva continuare ad
“alimentare” la speranza!
Non poteva deluderli!
Eppure…eppure mentre lui
correva…non si fermava e…cercava di far presto…segretamente…qualcuno
patteggiava la resa dello Stato agli stragisti e…vilmente…arrestava la sua
corsa…fermava la sua lotta contro il tempo…
Era il 19 luglio e…con lui…un
popolo…un intero popolo…il popolo siciliano…piangeva lacrime amare perché si
sentiva nuovamente defraudato della speranza di una possibile rinascita…
Eppure…nonostante lo sdegno…il
dolore…la rabbia…
Non bisognava fermarsi…era
necessario correre…far presto…mostrare che malgrado tutto…qualcosa era rimasto…
Era rimasta la speranza…la
voglia di emergere…il desiderio di riscatto…
Tina Cancilleri
martedì 17 luglio 2012
Vent'anni...
Amici miei,
tra qualche giorno ricorre l'anniversario della strage di via D'Amelio. Inutile ricordare i nomi delle vittime...Credo siano impresse nelle memoria di tutti coloro che, quel lutto, a distanza di vent'anni, continuano ancora a portarlo dentro...ad avvertirne il peso...
Un peso che...io personalmente...da siciliana...non posso non continuare a portare...non posso non avvertirne il peso...non posso non ricordare...
E così, eccomi qui, a ripercorrere a modo mio...nell'unico modo che sono capace di fare, alcune tappe di quell'anno funesto...
Un anno che si portò via con sè non solo due grandi uomini...due giudici...ma anche i loro angeli custodi in terra, ossia le loro scorte...
A loro va il mio pensiero in questi giorni...
Ed è a loro che dedico i miei ultimi scritti...
Naturalmente il mio "ripercorrere" parte da maggio per arrivare a luglio...
Vent’anni!!!
Sembra ieri…eppure son trascorsi
vent’anni da quel 23 maggio…
Già! Vent’anni…
…Vent’anni per cercare di capire il
perché un uomo…un giudice…un rappresentante delle istituzioni ha perso la
propria vita per un ideale: la Giustizia!
Già! La Giustizia…quell’ideale che
dovrebbe camminare a braccetto con un altro ideale: la Verità!
Quella verità che Falcone
cercava…inseguiva…rincorreva…
Quella verità che
incalzava…pressava…incombeva…premeva sulla testa di qualcuno…
Quella verità che bisognava celare…nascondere…occultare…coprire…
Già! Non tutte le verità van
dette…Alcune devono rimanere gelosamente custodite in forzieri che non devono
mai essere aperti perché son verità scomode…fastidiose da motivare…difficili da
spiegare…complicate da giustificare…
Forse perché così giustificabili non
sono e quindi…quindi meglio eliminare…sopprimere…cancellare…
…Cancellare…
…ma come cancellare l’esempio di un
Uomo…
…come sopprimere la sete di Giustizia
di un Popolo…
…come eliminare la Volontà di
rinascita e di riscatto di una Terra….
…come annullare la voglia…il
desiderio…la brama…la frenesia di Giustizia e Verità…
Ancora queste due parole:
Giustizia e Verità!
Sono esse che rimbombano nella testa
degli italiani onesti…
Già! Ho detto italiani…non
siciliani…perché non siamo dei cittadini “apartheid”…siamo italiani anche noi…
Già! Anche noi…cittadini
italiani…abitanti della terra di Sicilia…da vent’anni…continuiamo a
reclamare…pretendere…esigere la risposta alle nostre domande…
Perché…perché…perché…
Perché un Uomo…un Giudice…una
Scorta…un intero Popolo è morto?
Perché…perché…perché…
Perché non c’è volontà di dar
loro…dopo vent’anni…finalmente la giusta Pace che meritano…ossia Verità e
Giustizia…
Perché…perché…perché…
Perché…dopo vent’anni…continuiamo a
piangere per una Verità non detta e una Giustizia non ancora applicata?
Perché…perché…perché…
Tina
Cancilleri
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